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Legge regionale sul Terzo Settore

Si semplifica il sistema e nasce l'Osservatorio unico
Legge regionale sul Terzo Settore

Si semplifica in Emilia-Romagna il sistema del Terzo settore, che tra organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale coinvolge oltre 7 mila organismi no profit. Meno burocrazia, con la semplificazione delle forme di rappresentanza, la razionalizzazione delle sedi, degli strumenti e delle modalità di confronto e approfondimento sui tanti temi che contraddistinguono questo mondo. Nasce anche l'Osservatorio regionale del Terzo settore.

Questo, in sintesi, quanto prevede la legge "Disposizioni per la ridefinizione, semplificazione e armonizzazione delle forme di partecipazione dei soggetti del terzo settore alla concertazione regionale e locale", proposta dalla Giunta regionale e approvata il 17 ottobre dall'Assemblea legislativa.

Si tratta di una vera e propria riforma del sistema, che in Emilia-Romagna conta 3.077 organizzazioni di volontariato e 3.993 associazioni di promozione sociale, impegnate in attività di utilità sociale e solidaristica senza scopo di lucro.

Proprio per valorizzare questo patrimonio la Regione è intervenuta sull'attuale organizzazione del sistema del Terzo settore in Emilia-Romagna sostituendo i rispettivi Osservatori del volontariato e dell'associazionismo sociale con uno unico, l'Osservatorio regionale, con funzioni sostanzialmente invariate (raccolta di dati, documenti e testimonianze e promozione di attività di studio, ricerca e approfondimento a favore delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale).

Un'ulteriore novità riguarda le Conferenze regionali, che costituiscono uno strumento di confronto e riflessione periodica sulle politiche di promozione dell'associazionismo e del volontariato, ricondotte ad un unico organismo, l'Assemblea regionale del Terzo settore.

Infine, vengono abrogati i Comitati paritetici provinciali, a seguito del superamento delle Province, a favore di altre forme di rappresentanza unitarie che diventeranno l'interlocutore degli Enti locali sui temi della programmazione delle politiche di interesse del Terzo settore, in particolare in ambito sociale.