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Riforma terzo settore

Approvati tre decreti dal Consiglio dei Ministri
Riforma terzo settore

Il Consiglio dei Ministri ha approvato i principali decreti attuativi della legge 106/2016 di Riforma del Terzo Settore. Tre sono le norme fondamentali e di grande significato: Codice del Terzo Settore, Impresa Sociale e Cinque per mille.

Il provvedimento più importante è quello del Codice del Terzo Settore attraverso il quale si introduce una disciplina uniforme per gli Enti di Terzo Settore, sia per la parte civilistica che per quella fiscale.

Le novità principali riguardano:

  • l'acquisizione facilitata della personalità giuridica per le Associazioni;
  • l'ampliamento dei settori di attività di interesse generale in cui possono operare gli Enti Terzo Settore;
  • la nascita delle Reti associative;
  • l'istituzione e la regolamentazione del Nuovo Registro Unico del Terzo Settore;
  • la riforma dei Centri di Servizio per il Volontariato;
  • la nascita di un Fondo per sostenere i progetti e le iniziative degli ETS;
  • una riforma del regime fiscale degli Enti di Terzo Settore;
  • l'introduzione di un "social bonus" per la valorizzazione degli immobili pubblici destinati agli Enti di Terzo Settore;
  • la nascita dei "titoli di solidarietà" quali strumenti per orientare il risparmio verso le opere degli Enti di Terzo Settore;
  • un aumento delle detrazioni e deduzioni per le erogazioni liberali destinate agli ETS;
  • l'abolizione della tassa di registro per le transazioni di immobili di una parte degli Enti di Terzo Settore.

Il Codice del Terzo Settore ridisegna finalità e funzioni dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV).

Questi i principali contenuti della riforma:

  • viene allargato il raggio d'azione dei CSV ai volontari di tutti gli enti di Terzo settore;
  • viene sancito il principio delle "porte aperte", grazie al quale nella governance dei Centri potranno partecipare gli enti di Terzo settore (pur garantendo la maggioranza dei voti nelle assemblee alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 266/91);
  • vengono definiti i principali criteri per il nuovo accreditamento dei CSV e per il controllo del loro operato;
  • si stabiliscono i criteri di incompatibilità tra la carica di presidente dei CSV e quelle in altre istituzioni pubbliche e private;
  • viene per la prima volta prevista la produzione di servizi e strumenti a carattere nazionale;
  • viene affermata l'importanza della continuità dell’azione dei CSV anche sotto il profilo del relativo finanziamento.

Circa l'impresa sociale ecco le novità:

  • ampliamento dei campi di attività;
  • introduzione della possibilità di ripartire, seppur in forma limitata, gli utili;
  • misure fiscali agevolative per chi investe nel capitale sociale delle imprese sociali e defiscalizzazione degli utili reinvestiti.

Infine, sul Cinque per mille:

  • accesso al beneficio del cinque per mille attraverso l'iscrizione nel Registro Unico del Terzo Settore;
  • accelerazione delle procedure di erogazione dei contributi;
  • introduzione di una soglia minima dell’importo erogabile sulla base delle scelte del contribuente e modalità di riparto dell'importo;
  • trasparenza delle informazioni sull’utilizzo del contributo ricevuto, sia per i beneficiari che per l'Amministrazione erogatrice.

Ora i decreti andranno in Parlamento, poi torneranno in Consiglio dei Ministri.